Il Pisacane in prima linea contro il bullismo e la violenza di genere: la scuola incontra il territorio al Palazzetto dello Sport

Data: Ottobre 5, 2026

Gli studenti delle classi 3ªM e 4ªM del Liceo Musicale e 4ªA e 4ªB dell'IPSEOA hanno partecipato al convegno cittadino di prevenzione e sensibilizzazione. Il messaggio della scuola: "Lo sport e l'educazione come catalizzatori di rispetto, parità e responsabilità".
Questa mattina, sabato 3 ottobre, il Palazzetto dello Sport di Sapri ha ospitato il convegno dal titolo “Come affrontare la violenza sulle donne, tra adolescenti e bullismo”. L'incontro è stato promosso per analizzare le cause del fenomeno, riconoscere i segnali di rischio e riflettere sul ruolo della scuola, della società e delle istituzioni. All'evento hanno preso parte con grande attenzione gli studenti delle classi 3ªM e 4ªM del Liceo Musicale e 4ªA e 4ªB dell’IPSEOA dell’Istituto Superiore “Carlo Pisacane” di Sapri.
Ad aprire la mattinata sono stati i saluti istituzionali del Sindaco di Sapri, Dott. Antonio Gentile, e dell’Assessore alle Politiche Sociali, Dott.ssa Gerardina Madonna. Il convegno, moderato dal giornalista Francesco Lombardi, ha visto il contributo di rappresentanti delle istituzioni, del mondo scolastico, psicologico e delle forze dell'ordine.
In rappresentanza della Dirigente Scolastica dell'I.I.S. "Carlo Pisacane", la Prof.ssa Maria Teresa Tancredi, è intervenuta la Prof.ssa Rosa Roberta, docente di Scienze Motorie. Portando i saluti e il messaggio della Dirigente, la docente ha ribadito come il "Pisacane" sia una scuola costantemente aperta al territorio, alla collaborazione e al confronto educativo su tematiche di grande rilevanza sociale.
Nel corso del suo intervento, la Prof.ssa Rosa Roberta ha richiamato l'attenzione sulla necessità di contrastare la violenza di genere a 360°. Ha ricordato i dati dei monitoraggi del Ministero dell'Istruzione e dell'OMS, dai quali emerge che uno studente su cinque ha subito episodi di bullismo o vi ha assistito. La docente ha evidenziato come le prevaricazioni non si manifestino soltanto sul piano verbale o fisico, ma anche attraverso la discriminazione dei ruoli, la violenza emotiva e i pregiudizi che colpiscono in modo particolare le ragazze e gli studenti della comunità LGBTQIA+.
Un passaggio centrale della relazione ha riguardato il valore formativo ed educativo delle Scienze Motorie e della pratica sportiva. Lo sport a scuola non è semplice esercizio fisico, ma un vero e proprio ambiente di apprendimento capace di sviluppare competenze socio-emotive, empatia, lavoro di squadra, assunzione di responsabilità e comunicazione efficace. In quest'ottica, la pratica sportiva condivisa si configura come un potente catalizzatore di cambiamento sociale, indispensabile per rimuovere stereotipi, bias culturali e credenze discriminatorie.
"Il nostro compito educativo non è solo contrastare la violenza quando si verifica, ma educare prima che possa accadere".
Con queste parole la docente ha sintetizzato la visione dell'istituto: educare al rispetto per prevenire ogni forma di violenza, alla parità per costruire relazioni sane e alla responsabilità per formare cittadini e cittadine consapevoli.
L'intervento si è concluso richiamando una celebre riflessione di Nelson Mandela: «L'educazione è l'arma più potente che si possa usare per cambiare il mondo», a testimonianza del fatto che il vero cambiamento comincia ogni giorno all'interno delle relazioni educative costruite tra scuola, studenti e comunità.