Un dialogo internazionale per connettere i giovani al futuro

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Data: Febbraio 5, 2026

Il 21 gennaio 2026 le classi 4A, 5A e 5AM del liceo classico dell’I.I.S. C. Pisacane – unico istituto a rappresentare la provincia di Salerno – hanno preso parte, presso la sede dell’Auditorium Antonianum a Roma, all’evento pubblico promosso dall’Associazione Osservatorio for Independent Thinking, in occasione del 25° anniversario della sua attività, con il titolo “An International Dialogue to Connect Young People to the Future”.

Un dialogo internazionale per connettere i giovani al futuro: l’Associazione dal 2000 promuove progetti educativi nelle scuole e nelle università per sviluppare il pensiero critico e le competenze civiche nei giovani, e aiutarli quindi a diventare pensatori liberi, critici e informati, così, in linea con i suoi obiettivi, alla presenza di studenti provenienti da scuole secondarie di secondo grado di tutta Italia, ha stimolato anche in questa occasione un dibattito in grado di lasciare il cuore aperto alle opinioni degli altri.

«L’osservatorio vuole aiutare i giovani a trasformare la loro sensibilità in coscienza, affinché diano il loro contributo a rendere il mondo un posto migliore: i giovani sono una generazione potente perché hanno la sensibilità di emozionarsi e di lottare per quello in cui credono». Interviene così Andrea Ceccherini, presidente dell’Osservatorio, mentre accoglie Luciano Fontana, giornalista e direttore del Corriere della Sera, Maria Latella, giornalista e conduttrice televisiva, e il cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato Vaticano, ospite d’eccezione dell’incontro.

È stata proprio la presenza del Segretario Parolin ad aver scosso le coscienze dei giovani presenti, attraverso un profondo e interessante dialogo con loro, focalizzato su ampie riflessioni in merito alle tensioni globali, a tematiche di geopolitica e di etica, soffermandosi, nel rispondere alle domande degli studenti, sull’importanza della cooperazione internazionale, della costruzione della pace e dell’informazione consapevole. Così, agli studenti che hanno chiesto come si possa, oggi, credere in una politica che sta lasciando più un mondo di ideali di guerra che di pace, il suo punto di vista ha presentato la politica non come uno strumento da rifiutare, ma piuttosto da mettere al servizio della comunità e della vita associata, come forma più alta di carità: «Bisogna entrare nella politica con tutte le proprie capacità per cambiare questi stili che non ci piacciono. Bisogna puntare sul dialogo e sulla pazienza diplomatica per aprire vie di pace, e i giovani devono diventare i diffusori di un dialogo di pace».

Tra i tanti interventi, ha colpito quello di uno studente che si interrogava sulla questione dell’esperienza del fallimento tra i giovani, e del rapporto tra fallimento e speranza – si può continuare a sperare? – al quale il cardinale ha risposto spiegando che «il fallimento fa parte della vita, così come il successo, e così le esperienze negative sono parte della vita come passaggi obbligati. Diventa difficile per i giovani perché c’è un po’ l’idea del successo a tutti i costi, con le pretese che ne derivano. Il fallimento, però, può e deve essere un’occasione di insegnamenti, bisogna riflettere e capirne le ragioni, e così potrà e dovrà essere trasformato in un gradino per continuare a crescere e maturare. Non bisogna aver paura del fallimento, perché questo rappresenta anche una grande lezione per imparare a non confidare esclusivamente nelle proprie forze. La speranza è quella di riuscire a trasformare ogni fallimento in qualcosa di positivo».

Nel corso del dibattito è emerso quindi, con forza, il valore dell’educazione come strumento fondamentale per formare giovani capaci di comprendere la complessità del mondo e di orientarsi in modo autonomo e responsabile.

«Ricordati che il mondo non ti è stato dato in eredità dai tuoi padri, ma in prestito dai tuoi figli. Fanne un posto migliore».